Mood machine. L'ascesa di Spotify e il prezzo della playlist perfetta

"Mood Machine" indaga come Spotify sia diventata l'infrastruttura centrale della musica contemporanea, trasformando l'ascolto in un processo governato da dati, algoritmi e logiche di piattaforma. Attraverso un'ampia inchiesta giornalistica, Liz Pelly ricostruisce la nascita del servizio di streaming nel post-Napster e il patto stretto con le major discografiche, mettendo in luce come il potere economico e decisionale si sia nel tempo concentrato nelle mani di pochi attori globali. Il fulcro del libro è la "macchina dell'umore": l'uso sistematico di playlist tematiche (chill, focus, relax, sleep, ecc.) e di categorie emotive per organizzare e guidare l'ascolto quotidiano. In questo modello, la musica viene progettata e selezionata per accompagnare funzioni (lavorare, studiare, allenarsi), favorendo la proliferazione di brani brevi, anonimi e altamente fungibili, spesso prodotti a basso costo e pensati per non interrompere il flusso. Le conseguenze di questa "playlist economy" sono compensi calcolati "per stream" e comunque molto bassi, nuove forme di scambio economico legate alla visibilità nelle playlist ufficiali, pressione costante a produrre contenuti adatti agli algoritmi e ai formati dominanti. Una potente critica al capitalismo delle grandi piattaforme applicato alla musica, che mette in relazione tecnologia, economia dei dati e deterioramento dell'esperienza culturale. Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I.E. S.r.l., oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.

mars 2026, env. 376 pages, La biblioteca di Ulisse, EDT, Italien
Edt
979-12-237-0315-1

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