Quasi incassata nel fondovalle dell'Isarco, a metà strada tra Bolzano e il confine del Brennero, Fortezza/Franzensfeste è una località che molti attraversano e pochissimi conoscono. Sviluppatasi intorno a un nodo ferroviario strategico, stretta tra binari, fiume, viadotti autostradali, un bacino artificiale e l'imponente fortificazione asburgica che le ha dato il nome, è quanto di più lontana dall'immagine ordinata e rassicurante con cui l'Alto Adige/Südtirol ama rappresentarsi. All'imbocco del Tunnel di Base - tra le più importanti opere infrastrutturali europee, che sta scavando un nuovo orizzonte sotto le Alpi -, Fortezza è il comune con il più alto tasso di residenti extracomunitari in provincia. Priva di attrattive, per alcuni è un ghetto, per altri semplicemente un'anomalia. Massimiliano Boschi si ferma dove tutti passano. Cammina, scruta, ascolta, annota. Ripercorre una storia che sa di epopea western, parla con vecchi e nuovi abitanti, entra nelle scuole, nei bar, nei cantieri, e segue le tracce di una comunità che è lo specchio di grandi mutamenti, di confini mobili, migrazioni, convivenze, identità senza radici. Ne nasce un "racconto d'osservazione" fatto di incontri, deviazioni e scoperte, capace di trasformare una località apparentemente marginale in un prezioso, sorprendente angolo prospettico. Un "cortocircuito" per leggere, in filigrana, l'Europa di oggi e, forse, di domani.

